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Dove
si trova......................
Zocca
stazione climatica adagiata fra il verde dei castagneti sulla sommità della riva destra
del fiume Panaro e a sinistra del Samoggia,
dista circa 45 km da Modena e 50
da Bologna, paese noto per la salubrità dell'aria,
per i suoi magnifici castagneti, e per l'ampio paesaggio.
Il
panorama ricco di immagini suggestive, ci offre in particolare a
sud-ovest, oltre all'ampia vallata del Panaro,
lo scenario della catena dei più alti monti dell'appennino centrale, Il Corno
alle scale (m.1945), Il Cusna (m.2120),
il Monte Cimone (m.2163).
Cenni
Storici......................
Zocca in
Provincia di Modena, borgata il cui nome
deriva da una ceppaia di castagno "zoca" che contrassegnava la
località dove si usava tenere un mercato, si affaccia sulle valli del fiume
Panaro e del
Samoggia.
Durante le lotte fra i Comuni di
Modena e Bologna, queste terre
conobbero alterne conquiste, per sottomettersi poi, nel 1337,
definitivamente a Modena.
Il Duca
Borso d'Este confermò nel 1465
l'istituzione del mercato in occasione della fiera di San Giacomo e
Sant'Anna (25-26 Luglio), ancora in uso ai giorni
nostri.
Il
Comune è di origine napoleonica, fece parte del Regno Italico, e ne
seguì le sorti. (1804-1814)
Con
la restaurazione il Comune venne soppresso, e Zocca
fu ridotta a sede di Commissionato Politico e Giusdicenza, situazione
questa in generale poco gradita, ma utile a rafforzare lo spirito di
libertà e di unità Nazionale, tanto che nel 1831 un cittadino di
nome Antonio GIACOMOZZI fu uno dei capi della
famosa congiura di Ciro MENOTTI, e venne per
questo condannato a morte, in seguito la pena venne commutata in 12
anni di carcere.
Nel
1833 altri cittadini quali il Dott. Natale
MASCAGNI e il farmacista Angelo PICCAGLIA,
furono arrestati con l'accusa di fare parte della Giovane
Italia, processati e condannati rispettivamente a 10 e 5
anni di carcere. Merita essere segnalato il contributo di questo paese al
Risorgimento Nazionale.
Durante il
feudalismo, il territorio fu spartito tra i
Montecuccoli e i Rangoni, nel 1860 venne
ricostituito il
Comune dal Dittatore dell'Emilia Luigi Carlo Farini, cui si deve
anche l'adozione dello stemma Comunale "Fenice
rinascente", con il motto "Post fata resurgo",
scelta dettata dal fatto che il Comune "risorgeva
dopo un lungo periodo di soppressione", allo stesso Farini
si deve anche la costruzione della pittoresca strada
che passando per Zocca
congiunge Modena
a Porretta Terme.
Nel
1895 fu costruita l'attuale Chiesa di stile
Romanico-Bizantino, ad opera dell'Ing. Carlo
BARBERI, e affrescata dal pittore Giacomo
GEMMI, che vi lavorò per 30 anni, Tempio bello ed
imponente dedicato al "Sacro
Cuore di Gesù", che sostituì il vecchio oratorio, demolito poi nel 1926,
intitolato a "San Contardo", nel 1929
Zocca divenne
Parrocchia.
Dall'ultima
guerra il paese uscì quasi totalmente distrutto, ma già dopo tre anni,
grazie all'iniziativa dei cittadini, era completamente risorto,
rinnovando così il destino enunciato dallo stemma del Comune.
Non
manca in questo paese la tradizione artistica, in quanto Zocca
nella frazione di Montalbano diede i
natali all'insigne Mauro TESI detto
(il maurino), la cui fama supera i confini nazionali, una lapide
commemorativa lo ricorda come "restauratore
dell'antica eleganza nell'ornato e architettura", nella Cappella
di San Rocco in San Petronio
a Bologna, città dove morì in
giovane età nel 1766 a soli 36 anni.
Altro
illustre cittadino fu Giuseppe Maria BONDIGLI,
politico e giurista, redasse la lettera programma per la nomina della "Commissione
per il Codice Estense", e istituì il "patrocinio
dei poveri", nonchè la "cattedra
di Diritto Penale e Pubblico" presso l'Università di Modena,
dove nell'atrio viene ricordato in una iscrizione, inoltre una via della
città è stata intitolata a suo nome.
Tra
gli uomini illustri che hanno soggiornato a Zocca nella prima metà di
questo secolo, vanno senz'altro ricordati lo scrittore Antonio
BALDINI e il pittore Giorgio MORANDI.
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